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Giotto

Giotto e il suo cane attraversano una popolata Firenze all’alba di una giornata primaverile in direzione del cantiere di Santa Croce. Quella di oggi è una giornata importante: realizzeranno la prima “Giornata” ad af- fresco della Cappella Bardi.

Giunto alla cappella, Giotto verifica che l’”arriccio” (prima preparazione del muro per poter affrescare) sia asciutto, dà un ultimo sguardo alla sinopia e organizza i suoi per realizzare la prima “Giornata”. Alcuni artisti della bottega tirano l’intonaco, altri preparano i colori con i leganti, altri macinano i pigmenti, altri forano i cartoni preparatori sotto l’occhio attento del maestro e del suo cane. Tutti osservano e collaborano con il maestro in religioso silenzio, mentre il cane si è accucciato ai piedi del ponteggio, e, finito il lavoro, si addor- mentano per la stanchezza, tranne l’animale, che inizia a sentire delle strane voci provenire dagli affreschi! Infatti è così, durante il sonno degli uomini i dipinti si animano e parlano tra di loro del bel lavoro fatto dal maestro. Solo che stavolta, alla discussione assiste il cane che, invitato dai personaggi affrescati a raggiun- gerli, diventa pure lui un personaggio di quei meravigliosi lavori. Le figure gli raccontano dei lavori di Giotto e i segreti di quel tipo di pittura, finché la nuova alba non sopraggiunge ed esse tornano nelle loro posizioni originarie.

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