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Recensione di Hanoi Swing a cura de Lo Spazio Bianco

L’impianto molto classico della trama e dello stile narrativo non rende meno godibile il lavoro di Rose, abile anzi nel destreggiarsi all’interno dei confini del genere e nel delineare un antieroe determinato a raggiungere i suoi obiettivi, con quel fondo di moralità utile a metterlo in difficoltà. Il racconto risulta quindi credibile e scorrevole, nonostante sul finale alcune situazioni vengano risolte in maniera un po’ artificiosa, e si caratterizza per una serie di snodi nella trama che delineano un’intrigante escalation di complicazioni per il protagonista. L’ambientazione stessa gioca un ruolo decisivo ed è stata curata anche nei dettagli: molto azzeccata per esempio la scelta di utilizzare per il lettering gli ideogrammi vietnamiti direttamente tradotti nei balloon, espediente che permette al lettore di immergersi maggiormente nelle strade chiassose e nei vicoli bui della capitale asiatica.

I disegni di Perlina illustrano la storia con carattere, grazie a un gradevole gioco di contrasti tra i bianchi pieni e le grandi campiture di nero, stile particolarmente adatto al tono del racconto nel quale non si fatica a riconoscere l’ispirazione di grandi autori come Mike Mignola e Frank Miller. Anche a livello compositivo il lavoro del disegnatore si fa apprezzare: la costruzione della tavola risulta varia e fantasiosa, associata a vignette ricche di prospettive oblique e punti di vista che cercano di esulare dall’ordinario. Non mancano però alcune imprecisioni, come l’incostanza nella rappresentazione dei personaggi, compreso il protagonista Punch, non sempre immediatamente riconoscibili.”

di Amedeo Scalese. Testo integrale della Recensione qui: https://www.lospaziobianco.it/hanoi-swing-un-noir-metropolitano/

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